Labirintite e acufeni
La labirintite è un disturbo dell’orecchio interno che colpisce il labirinto, responsabile dell’equilibrio generale del corpo: la persona si trova in questo modo ad avere delle vere e proprie crisi nelle quali fatica a tenere l’equilibro statico in stazione eretta, grossi giramenti di testa durante i quali le pareti di una stanza sembrano muoversi e a causa dei quali si possono avere le prime nausee; le sensazioni più brutte si avvertono in caso di mancanza di punti di riferimento, specialmente quando si è al buio.
Un altro sintomo molto frequente è la manifestazioni degli acufeni, dei fischi perenni e molto fastidiosi che la persona con la labirintite continua a sentire o continuamente nei casi cronici, oppure alternati a momenti di pace; in questo casi il fischio viene a formarsi solo nella fase acuta del problema.
Molte persone provano senso di vertigine, collegati all’equilibrio e sempre connessi a una mancanza di stabilità nell’orecchio interno e subiscono problemi di udito: uno di questi è quello sopracitato, gli acufeni, ma in alcuni casi la persona ha un grave peggioramento dell’udito che se non controllato e preso in tempo può portare ad una sordità più o meno grave.
In alcuni casi questa infiammazione è di origine virale i batterica e la medicina tradizionale consiglia di curare gli effetti con i farmaci specifici come anticolinergici per nausea e vomito, antistaminici, ma anche sostanze ipnotiche e ansiolitiche (benzodiazepine), in ultimi casi si consiglia una terapia antibiotica mirata o antivirale (acyclovir).
In casi più gravi o che hanno avuto un decorso peggiore e più rapido, la medicina gioca la carta della chirurgia, andando a implementare e ricostruire gli organi dell’orecchio debilitati per recuperare almeno in parte la funzionalità stessa.
In molti casi i farmaci non ottengono alcun risultato significante, a parte il fatto di andare ad appesantire il lavoro di fegato e reni e, nei peggiori dei casi, di compromettere in parte la loro funzionalità.
Naturalmente la visita presso un otorino è d’obbligo, ma nei numerosi casi nei quali il decorso della malattia non migliora è consigliabile un trattamento riflessogeno e cromoterapeutico, accompagnati da alcuni semplici consigli alimentari o volgarmente chiamati “rimedi della nonna”.
Grazie a questi trattamenti naturali, completamente non invasivi e senza l’uso di nessuna tipologia di farmaco o erba, la persona tornerà a vivere una vita tranquilla e normale, senza le complicanze della labirintite e, soprattutto, senza le controindicazioni dei farmaci o di altre terapie invadenti e magari anche dolorose.
La riflessologia e il massaggio zonale sono molto utili in quanto stimolano attraverso dei massaggi molto rilassanti a mani e piedi i punti riflessi dell’orecchio interno, andando a curare la parte interessata.
Alla fine del primo massaggio la persona si troverà in perfetta forma e rilassata, senza più l’ansia del cadere a terra; si sentirà molto tranquilla e con la testa finalmente libera e leggera.
In molti casi si pervasi da una voglia irrefrenabile di muoversi in libertà, probabilmente dovuta alla mancanza del fardello e del peso che la labirintite stessa portava con sé.
Il passo successivo da affrontare in genere è quello di debellare completamente la labirintite e la sua causa generatrice: bisogna cominciare a togliere l’acidità anomala presente nello stomaco e nell’intestino.
I gas acidi provenienti dallo stomaco e risalenti l’esofago, gas che provocano bruciori, alito e bocca cattiva, possono infatti arrivare fino all’orecchio causando l’irritazione interna e quindi la labirintite o in alcuni casi, la sordità.
Una volta calmata completamente la labirintite e i suoi fastidiosi sintomi bisogna stabilizzare la situazione, in modo da evitare una ricaduta nel problema; per fare ciò bisogna quindi lavorare sullo stomaco e sull’intestino andando ad eliminare l’acidità anomala presente per ripristinare l’omeostasi chimica generale.
Attraverso una serie breve di trattamenti riflessogeni correlati da qualche piccolo accorgimento alimentare vedremo sparire anche l’acidità anomala e di conseguenza anche la labirintite, con l’unico effetto collaterale di avere uno stomaco leggero e capace di digerire meravigliosamente bene, e un intestino ben funzionante e per niente pigro.
Per curare quest’ultima possiamo usare l’arma ancora una volta l’arma della riflessologia e del massaggio zonale, accompagnati questa volta però da qualche consiglio alimentare o più simpaticamente definito “rimedio della nonna”.
Per i casi più ostici bisogna ricorrere anche alla cromoterapia e alla pranoterapia, ma le casistiche sono molto basse e in genere in 3, 4 trattamenti la labirintite scompare.
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